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Nell'area archeologica di Roca, comune di Melendugno (Lecce),
si trova un importante monumento, scoperto nel 1983 e da allora oggetto di studio:
la Grotta della Poesia.
Si tratta di una grande cavità di origine carsica, oggi invasa alla base dal mare,
che si apre nella bancata di calcareniti che costruiscono la falesia costiera di Roca.
La Grotta fu per molti secoli (dal neolitico fino al II sec. a.C.) sede di culto che in
età storica si riconosce praticato per un dio messapico finora ignoto: Taotor Andirabas.
Una parte del rituale prevedeva l'incisione di figure e testi sulle pareti della grotta che, nel tempo,
si trasformò in un immenso archivio di testimonianze epigrafiche.
L'abitudine a incidere testi continuò in età repubblicana e sulle pareti vennero incisi
testi in lingua greca e latina.
La superficie interessata dall'attività epigrafica è di oltre seicento metri quadri.
La documentazione delle iscrizioni risulta molto difficile con le tradizionali tecniche fotografiche,
da qui il tentativo di utilizzare il sistema topografico dell'INOA per ottenere modelli
digitali della parete incisa.
Tour per immagini della Grotta della Poesia.
Esempio di digitalizzazione di iscrizioni.
Esempio di trattamento delle immagini per migliorare la leggibilità delle iscrizioni.
Le attività di ricerca descritte in queste pagine sono state eseguite in collaborazione con il Prof. Cosimo Pagliara del Dipartimento di Beni Culturali dell'Università di Lecce, presso la sede del Dipartimento.
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