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La tecnica è sfruttata perlopiù a livello industriale e aeronautico per controlli di qualità sui manufatti.
Dalle modalità di diffusione di un impulso termico all’interno di un materiale è infatti possibile individuarne difetti strutturali non evidenti all’esame a vista della superficie.
Lo studio della mappa termica della superficie di un oggetto consente di distinguere le differenze di proprietà termofisiche dei materiali (calore specifico, densità, conduttività termica) sia grazie alle diverse modalità di riscaldamento-raffreddamento che queste determinano, sia grazie allo studio della propagazione del calore all’interno dei materiali stessi.
Le modalità di realizzazione di un’indagine termografica possono prevedere l’osservazione passiva di un fenomeno termico in cui è coinvolto il campione da esaminare (ad esempio una turbina in moto, oppure un edificio riscaldato dal sole), oppure la partecipazione attiva dello sperimentatore con un riscaldamento localizzato, indotto tramite sorgenti di calore, in genere luce o aria calda, al fine di evidenziare caratteristiche specifiche.
Nel campo dei beni culturali l’interesse diagnostico di una tale tecnica è legato al fatto che essa permette di rivelare discontinuità superficiali e sub-superficiali, disomogeneità strutturali e la presenza di difetti o anomalie eventualmente presenti in un oggetto.
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