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Il prototipo di scanner laser, realizzato dal Gruppo Beni Culturali (GBC) dell'INOA,
è costituito da una testa ottica montata su una slitta motorizzata che permette
la scansione di oggetti quali statue, rilievi scultorei e particolari architettonici.
La sorgente impiegata è un diodo laser che
proietta una riga di luce con un angolo di apertura di 60°;
il sensore è una telecamera a CCD ad alta risoluzione
sulla quale sono montati un obiettivo di focale ed un filtro interferenziale
che rende lo strumento utilizzabile in qualsiasi condizione di illuminazione.
Il sistema costituito dalla slitta motorizzata e dalla testa ottica
è stato calibrato mediante superfici di riferimento e sono state
apportate le correzioni per la distorsione dell'obiettivo.
Per una distanza di lavoro tipica dello strumento pari a 50 cm,
l'area di scansione è circa 30 x 30 cm2.
La risoluzione in profondità risultante, limitata dalle "speckles", è 50 m e
l'accuratezza finale sul dato è minore di 0.3 mm.
Per agevolare la scansione di particolari, quali i dettagli della veste,
o di parti estruse, quale il braccio proteso della statua,
la slitta con la testa ottica è montata su di un telaio
che può essere traslato ed orientato in qualsiasi direzione.
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