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La riflettografia infrarossa (IR) è una tecnica ottica non distruttiva per l'esame di superfici dipinte, e in particolare di dipinti antichi su tavola e su tela, che consente di registrare immagini nell'infrarosso, dette riflettogrammi, aventi l'aspetto di fotografie in bianco e nero, da cui è possibile interpretare il disegno realizzato dall'autore sullo strato preparatorio dell'opera.
Ciò avviene per via dalla trasparenza dello strato pittorico alla radiazione nell'infrarosso vicino, a quella radiazione cioè, che ha una lunghezza d'onda compresa tra 1 e 2 micron. Gli storici dell'arte fanno oggi largo uso di questo tipo di indagine, che risulta imprescindibile per ottenere informazioni sulla tecnica dell'autore e sul mezzo grafico impiegato per il disegno.
Altri importanti dati possono essere rilevati utilizzando questo metodo di indagine, tra questi vi sono: scritte, firme e date, sottostanti in origine allo strato pittorico, oppure coperte da operazioni di restauro precedenti alla misura riflettografica. In altre occasioni sono state registrate notevoli variazioni nella composizione dell'opera rispetto alla versione finale, oppure pentimenti dell'autore, e addirittura schizzi di soggetti che non avevano alcuna pertinenza con l'opera come la vediamo oggi.
Anche i restauratori fanno spesso ricorso a questa tecnica, che agevola in molti casi l'indagine sulla genesi creativa del dipinto e sui precedenti interventi conservativi.
La riflettografia IR viene oggi eseguita con diversi tipi di strumentazione.
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