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L'aquisizione multispettrale di immagini è una tecnica non distruttiva per l'analisi di dipinti che negli ultimi anni si sta sviluppando con successo.
Tale tecnica consente una caratterizzazione spettrale e colorimetrica dell'intera superficie dipinta, ed è, quindi, particolarmente adatta sia per
individuare i materiali che compongono la superficie del dipinto,
sia per documentarne lo stato di conservazione.
La tecnica di acquisizione multispettrale consiste nell'irraggiare la
superficie dell'opera con radiazione visibile e nel vicino infrarosso,
e nel rivelare la radiazione diffusa all'interno di bande spettrali strette.
Finora per rivelare la radiazione riflessa sono stati utilizzati rivelatori a
CCD o Vidicon.
Questi strumenti presentano però alcuni limiti.
Nelle immagini acquisite sono infatti presenti disomogeneità nella
quantità di radiazione raccolta, dovute ad una non uniforme illuminazione
dell'area indagata, e distorsioni geometriche introdotte dalle lenti e
dalle caratteristiche intrinseche del rivelatore.
Distorsioni che non è sempre possibile correggere completamente
con procedure di elaborazione immagini.
Inoltre, la risoluzione spaziale è in questo caso in relazione alle dimensioni
dell'area acquisita, ovvero, se si acquisisce in una immagine una superficie di
dimensioni piccole, si avrà una risoluzione alta, si avrà al contrario
una bassa risoluzione nel caso in cui si acquisisca una superficie di grandi dimensioni.
Nel caso quindi di dipinti di dimensioni notevoli, per ottenere un'alta risoluzione
sarà necessario utilizzare un serie di immagini di porzioni del dipinto.
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