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La caratterizzazione dei materiali usati, la valutazione dello stato di conservazione, la localizzazione di interventi di restauro precedenti, e il controllo di un eventuale intervento in corso, sono tra gli argomenti più rilevanti nel campo dello studio e della conservazione dei beni culturali.
L'acquisizione e l'elaborazione di immagini può essere di aiuto in tutti i campi sopra menzionali, essendo oltrettutto questa una tecnica non-invasiva.
Questo metodo è stato usato estensivamente nella diagnostica per i beni culturali, fino da quando fu introdotto, alla fine degli anni '20, dal fisico americano Robert William Wood (1868-1955) che realizzò un filtro in vetro all'ossido di nichel, che blocca la radiazione visibile e lascia passare quella UV.
Nonostante questo, le potenzialità della tecnica di ripresa della fluorescenza UV non sono finora state esplorate e sfruttate, se non in modo parziale, dal momento che la ripresa con la macchina fotografica con pellicola limita considerevolmente la possibilità di avere dati affidabili e di quantificare l'emissione per fluorescenza.
il Gruppo Beni Culturali INOA ha realizzato un innovativo sistema per l'acquisizione di immagini di fluorescenza, che non presenta le limitazioni dei sistemi classici a pellicola e apre la strada a nuove applicazioni che utilizzano le immagini di fluorescenza per la diagnostica dei beni culturali
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