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La fluorescenza UV permette di valutare lo stato di conservazione e discriminare le vernici ed i pigmenti utilizzati in un dipinto, originali o provenienti da passati interventi di restauro, anche quando essi appaiono indistinguibili ad occhio nudo.
Il sistema sviluppato dal GBC si basa sull'acquisizione multispettrale (7 bande, larghe 40 nm FWHM, nell'intervallo 400-700 nm) dell'immagine in fluorescenza dell'opera tramite una telecamera digitale a CCD ad alta dinamica ed alta risoluzione.
L'acquisizione digitale consente di quantificare l'emissione per fluorescenza, mentre i sistemi classici, che impiegano la pellicola fotografica non lo permettono.
La sorgente UV è una lampada flash a Xenon filtrata e sincronizzata con la telecamera. L'utilizzo di una sorgente flash consente di minimizzare la quantità di radiazione ultravioletta che raggiunge l'opera e di effettuare l'acquisizione di immagini di fluorescenza anche in presenza di luce ambiente.
L'acquisizione multispettrale consente di osservare la fluorescenza nelle singole bande spettrali e conseguentemente di caratterizzare spettralmente e colorimetricamente i materiali sulla superficie.
Maggiori dettagli
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